Le persone over 50 rappresentano senza ombra di dubbio una risorsa importante all’interno del tessuto nazionale: in controtendenza con la legge del mercato lavorativo, dove il loro inserimento è sempre molto difficile, al contrario, nel settore turistico sono divenuti uno dei principali motori della domanda turistica italiani. Chi l’avrebbe mai immaginato… qualcuno potrebbe essere indotto a pensare. Secondo una recente indagine di un tour operator dedicato agli over 50-60, nell’ultimo anno le prenotazioni per i viaggi organizzati in questa specifica fascia d’età hanno fatto registrare un incremento del 44%. È il chiaro sintomo che il turismo italiano sta cambiando repentinamente volto e quindi a guidare la crescita del settore non sono più soltanto i teenager; i nuovi protagonisti della domanda sono proprio loro, gli over 50, viaggiatori sempre più attivi, dinamici ed inclini ovviamente ad investire nell’esperienza nuova e nella socialità.
Il dato che sembra davvero il più significativo emerge dall’incremento fatto registrare nelle prenotazioni dei viaggi di gruppo; ma a tutto questo c’è una spiegazione sociale del nostro Paese. Intanto ci dicono gli analisti che il fenomeno va oltre il concetto tradizionale del turismo senior, in quanto gli over 50 dispongono, senza ombra di dubbio, di maggior stabilità economica insieme al maggior tempo libero da dedicare alla passione dei viaggi. Questa crescente capacità di spesa è stata certificata dal fatto che mediamente un viaggiatore over 50 fa registrare una spesa media per viaggio superiore del 38% rispetto agli under 35 e, come detto, una permanenza più lunga del 30%. C’è anche una spiegazione sociale. È cresciuto, a torto o a ragione, il numero dei single, dei separati, insomma degli uomini soli (come recitava una famosa canzone dei Pooh che trionfò al Festival di Sanremo) ed il viaggio organizzato al di là della conoscenza culturale e paesaggistica, diventa anche motivo di incontro e di nuove socialità, insomma momento di condivisione. E certamente la destinazione diventa un fattore sicuramente secondario, laddove la primaria esigenza che fa la differenza è il gruppo, la condivisione dei momenti e l’esperienza comune.
Il fenomeno affonda le proprie radici in fattori demografici rilevanti. In Italia il 36% dei nuclei familiari è composto soltanto da una persona e per questo specifico motivo è cresciuto il cosiddetto “turismo relazionale”, una domanda che sceglie soprattutto il contesto sociale del viaggio. Un altro aspetto particolarmente rilevante riguarda la destagionalizzazione. Il che significa che preferendo la primavera e l’autunno per il loro viaggi, in questo modo contribuiscono a distribuire i flussi turistici nell’arco dell’anno riducendo così sensibilmente la forte concentrazione nei mesi estivi. Quindi possiamo sostenere – con grande orgoglio e fierezza – che la folta schiera degli over 50 non rappresentano più la nicchia del mercato turistico bensì una delle componenti economicamente più rilevanti nel comparto turistico nella nuova domanda sia Italiana che Europea. Insomma per dirla in breve, gli over 50 non rappresentano un punto di arrivo ma l’inizio di una nuova vita da vivere con maggiore libertà.


