La prevenzione negli atleti e in generale negli sportivi assume una rilevanza assolutamente primaria. A molti potrebbe sembrare un’affermazione sin troppo azzardata ma in realtà non è così. Basti pensare che i numeri in tal senso risultano assolutamente spietati, considerando che ogni anno si registrano in Italia oltre 300mila infortuni sportivi e più di 15mila ricoveri. Alla luce di queste risultanze, le nuove frontiere della prevenzione in questo ambito, sono state oggetto di riflessioni in un evento sulla traumatologia dello sport che si è svolto presso un’università internazionale di Roma dedicata alle scienze mediche e che ha visto protagonisti medici, atleti e riabilitatori in un confronto.

Gli infortuni di natura sportiva, costituiscono e rappresentano purtroppo un fenomeno assai diffuso e anche, con impatti significativi su atleti di ogni categoria e livello. Studi epidemiologici hanno evidenziato come quattro atleti su dieci riportino almeno un infortunio all’anno, con una differente classificazione della tipologia, sia muscolare che distorsiva, in particolare per caviglia, ginocchio e spalla. Il perché di questo aumento così acclarato, cercheremo di comprenderlo più avanti soprattutto nelle cause che determinano poi l’effetto.

Questa tipologia di infortuni hanno effetti diretti che ricadono sulla salute dell’atleta, sulla sua performance, generando peraltro rilevanti costi economici a cui va aggiunta la limitata partecipazione sportiva dell’atleta stesso se non affrontati con una strategia di prevenzione. E come è utile ricordare, creare una cultura multidisciplinare con staff medico, fisioterapico e tecnico, permette e contribuisce a prevenire e curare meglio i traumi, riducendo gli infortuni e laddove si verifichino, favorendo un ritorno rapido dell’atleta all’attività agonistica. Possono essere utili, in questo senso, le testimonianze di tre importanti atleti, come Martin Castrogiovanni icona del rugby; Caterina Banti oro olimpico nella vela a Tokyo e Parigi nel 2024; Gloria Peritore campionessa mondiale di kickboxing e campionessa europea di pugilato. Essi ci tengono ad evidenziare come e quanto la prevenzione sia stata importante nelle loro storie sportive, assieme alla cura dei particolari nel raggiungimento dei prestigiosi traguardi ottenuti.

Gli infortuni sono ovviamente temuti da ogni atleta che vede lo spauracchio di compromettere la propria carriera, o comunque rinunciare ad obiettivi stagionali programmati nel loro percorso sportivo. Per questo motivo la prevenzione diventa assolutamente fondamentale e primaria nella carriera di uno sportivo a qualsiasi livello. Un atleta spinge il suo corpo verso nuovi limiti e non può scongiurare del tutto un incidente ma può sicuramente gestirlo, attraverso il contributo di un team specializzato di professionisti capaci a 360 gradi di prevenire e risolvere la problematica.

Ma come mai l’incidenza degli infortuni è aumentato cosi prepotentemente negli ultimi anni? Quali sono le cause principali? Non è facile dirlo ma soprattutto non è sempre scontato fornire delle motivazioni certe tra la causa e l’effetto. Sicuramente alcuni fattori incidono e parecchio. L’intensità e il volume degli allenamenti, soprattutto in discipline come il calcio professionistico, non lasciano tempo al recupero fisico degli atleti. Così come l’intensità sempre più alta degli allenamenti (pensiamo alle discipline quali il Cross Fit) per ottenere risultati sempre più performanti, espone gli atleti a rischi continui e maggiori. La velocità di gioco ed il contatto negli sport moderni fa si che porti a collisioni violente. Soprattutto la vittoria da raggiungere a tutti i costi, messaggio che viene sempre più trasmesso ai giovani, aumenta la pressione fisica e psicologica ignorando, la stanchezza ed i segnali che il corpo ci trasmette. E allora è sempre bene ricordare come dicevano i nostri saggi “mens sana in corpore sano”.