Chi pratica attività sportiva a qualsiasi livello sia amatoriale, dilettantistico o agonistico, può essere soggetto o comunque contemplare il rischio  di lesioni di vario tipo. Generalmente le lesioni da attività sportiva possono essere catalogate in quatto grandi macro famiglie: le lesioni da uso eccessivo, il trauma contusivo, le lussazioni/fratture ed infine stiramenti e distorsioni. Spesso però – soprattutto a livello agonistico – gli atleti devono essere consigliati da staff specializzati a cercare la corretta metodologia che li possa preservare il più possibile da questi tipi di infortuni.

Le lesioni da uso eccessivo ovvero l’abuso è una delle cause più frequenti di infortunio per l’atleta ovvero è l’effetto cumulativo di un eccessivo e ripetuto stress sulle strutture anatomiche. Questo può causare traumi ai muscoli, ai tendini, ai legamenti e alle ossa. I fattori che esulano dall’individualità dell’atleta sono riconducibili essenzialmente ad errori nelle sedute di allenamento, come per esempio un esercizio seguito da un’insufficiente azione di recupero o anche un carico eccessivo che prolunga gli stessi tipi di movimenti. Ma si possono anche contemplare condizioni ambientali che producono questo tipo di infortuni, come la corsa eccessiva su piste in tartan o anche strade in salita che sollecitano asimmetricamente evidentemente gli arti inferiori.

In tutti questi casi comunque, il controllo del dolore, è un fattore predominante e comporta l’uso di analgesici quelli più comuni. Tuttavia il dolore potrebbe perdurare oltre le 72 ore dopo una lesione apparentemente trascurabile o che si ritiene di poco conto: è sempre consigliabile ricorrere ad uno specialista per la valutazione più approfondita dell’entità dell’infortunio. Certamente le svariate tecniche che si utilizzano nell’ambito della terapia del dolore permettono anche di utilizzare al meglio le categorie farmacologiche disponibili riducendo al minimo gli eventuali effetti collaterali.

In generale gli atleti devono necessariamente evitare l’attività specifica che ha provocato e causato la lesione fino a quando non si abbia la guarigione definitiva. Gli esercizi per il recupero devono essere di bassa intensità allo scopo di rinforzare gradualmente la muscolatura, i tendini e i legamenti indeboliti, cercando così di ridurre al minimo la possibilità di una ricaduta dell’infortunio stesso. Come detto è consigliabile mantenere un buon range di movimento nella parte direttamente interessata in modo da accelerare il processo di guarigione piuttosto che riprendere l’allenamento alla massima intensità. Quando si incappa in una lesione sportiva in un infortunio, il trattamento immediato in fase acuta è indicato dall’acronimo RICE ovvero riposo, ghiaccio, compressione e scarico venoso. Il riposo ovviamente previene ulteriori problematiche e aiuta a ridurre l’eventuale gonfiore, mentre il ghiaccio comporta una vascocostrizione riducendo dolore e gonfiore. Insomma bisogna riporre la massima attenzione nella fase di recupero dell’atleta dall’infortunio soprattutto per evitare nuovi infortuni o ricadute stesse che provocano una più lenta ripresa e una più lunga riabilitazione.