L’importanza che sta rivestendo l’attività fisica nell’affrontare e perché no nel risolvere le problematiche di salute mentale nel corso della nostra vita si sta ampliando in maniera significativa. Sebbene la massima attenzione sia rivolta alla popolazione adulta, non va sottovalutata l’implementazione potenziale che si ha nelle fasce dei bambini e degli adolescenti. Va precisato che i problemi di salute mentale rappresentano una sfida significativa per i giovani. Secondo stime recenti, uno su sette soffre di disturbi psico mentali, tanto da indurre i tassi di prevalenza dall’età adolescenziale sino all’età adulta se non trattati nel giusto modo e con l’opportuna rilevanza. Vi è una costante ed urgente necessità di interventi mirati che possano aiutare i ragazzi ad adottare comportamenti più sani che influenzino non soltanto il loro stato attuale ma anche il futuro percorso da adulti.
Negli ultimi anni questo processo di rafforzamento nel supportare la salute mentale, in tutte le fasi della vita, attraverso l’attività fisica si è fortemente radicato nella comunità scientifica. Questo interesse è stato ovviamente intensificato e rafforzato dalla constatazione dei devastanti effetti dell’isolamento sociale avuti e determinatosi durante il Covid 19 sulla popolazione in senso generale ma, in particolare, nei confronti del mondo giovanile che più di ogni altro ne ha risentito fortemente. L’attività fisica e i suoi benefici sul benessere mentale dunque, sono molteplici e aiutano principalmente ad una socializzazione fondamentale per ritrovare fiducia in sé stessi. Anche per questo sono consigliati sport di squadra ed aggregativi che rappresentano la forma migliore per aiutarsi a superare le evidenti difficoltà legate all’introversione del soggetto.
È risaputo infatti come gli sport di squadra possano offrire numerosi vantaggi in termini di socializzazione come detto, sia nel raggiungimento di determinati obiettivi insieme al gruppo che fa sentire il giovane parte di un sistema funzionale. L’attività fisica di gruppo guidata da un trainer aiuta sensibilmente il superamento dei disagi psicologici.
Basti ricordare come negli ultimi giochi olimpici si è tanto discusso sulle lacrime dell’atleta Benedetta Pilato, nuotatrice diciannovenne che ha raggiunto il quarto posto nei 100 metri rana ed è scoppiata in lacrime, esultando del risultato ottenuto. Questo dimostra come la consapevolezza in sé stessi e la gratificazione di un quarto posto raggiunto attraverso allenamento e sacrificio aumenti il processo di auto stima nel percorso psicologico. La stessa atleta nel 2020 era stata eliminata per un movimento irregolare. Questo dimostra come si può essere capaci di superare le delusioni ed accettare il giudizio di porsi un nuovo obiettivo da raggiungere. Lo sport inteso per i nostri giovani come alleato ed amico inseparabile del loro benessere nell’affrontare ogni situazione della vita.


