La Giornata mondiale della salute come ogni anno si è celebrata il 7 aprile ed è un’occasione unica per sensibilizzare l’opinione pubblica sui principali temi legati alla salute globale, al benessere delle persone e all’accesso equo alle cure. Questa ricorrenza richiama l’attenzione dei governi, delle istituzioni e dei cittadini sull’importanza della prevenzione, della ricerca medica e dei sistemi sanitari efficienti. La sua nascita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) affonda le radici nel 1948. E il perché del 7 aprile? A ricordo del giorno in cui entrò in vigore la costituzione dell’organizzazione, segnando così l’avvio di una cooperazione internazionale volta a migliorare la salute pubblica in tutto il mondo. La prima celebrazione ufficiale avvenne nel 1950 quando si decise di dedicare ogni anno un tema specifico ad una questione sanitaria di grande rilevanza globale.
L’obiettivo principale della Giornata mondiale della salute è la promozione del diritto fondamentale alla salute, riconosciuto come uno dei diritti umani più importanti. L’OMS sottolinea come la salute non sia soltanto l’assenza di malattia ma uno stato completo di benessere fisico, mentale e sociale. Per questo motivo, la giornata non riguarda solo ospedali e cure mediche ma anche e soprattutto stili di vita sani, alimentazione equilibrata, attività fisica, salute mentale, prevenzione delle malattie e accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari. E proprio sulla sana alimentazione che occorre soffermarsi in modo particolare, riferita ai più giovani.
Per tutelare maggiormente la salute dei giovani è fondamentale infatti partire dall’educazione alimentare che diventa un vero e proprio status vitae alla ricerca della qualità del cibo. Questo ovviamente implica la riduzione del consumo di prodotti snack, energy drink sempre più associabili allo sviluppo di patologie croniche non trasmissibili. Sappiamo come ai giovani piaccia un’alimentazione ‘stile America’, con hamburger, patatine fritte e bevande particolarmente gasate che di certo non facilitano una sana alimentazione ed una facile digeribilità. E proprio questo tema è stato il fulcro della giornata in Liguria attenzionata dalla Coldiretti in occasione del 7 aprile. Una riflessione che può sembrare apparentemente banale ma che, in realtà, spesso affannati dal logorio della vita ultramoderna, passa inosservata pur rivestendo una grande importanza. Ci sono prodotti alimentari che arrivano sulle nostre tavole che la terra fa sbocciare soltanto in determinati periodi della stagione; per esempio i peperoni, le zucchine e melanzane. Li possiamo trovare soltanto nel periodo estivo. Vi siete mai posti la domanda invece, che nelle grandi distribuzioni questi alimenti li troviamo sempre da gennaio a dicembre? Come mai secondo voi?
Perché vengono trattati e questo tipo di lavorazione può rivelarsi nocivo per la nostra salute. Trovare prodotti fuori stagione significa una cosa soltanto: essi vengono coltivati in serre riscaldate e ciò comporta una coltivazione intensiva che richiede trattamenti specifici a garanzia della conservazione e della produzione. Ovviamente a causa della natura fuori stagione queste colture necessitano di un elevato uso di fitofarmaci, pesticidi e concimazioni chimiche che certamente non risultano salutari al nostro organismo. E a volte anche il lavare accuratamente gli ortaggi, può non essere sufficiente ad eliminarli tutti. Questo per significare che dobbiamo sempre avere la massima attenzione nel curare ogni particolare riguardante il nostro stato di salute e la prevenzione passa anche attraverso gesti semplici e quotidiani, come acquistare frutta o verdura di stagione.


