Oggi affronteremo un tema che negli ultimi tempi è salito decisamente alla ribalta in maniera negativa, destando anche preoccupazione per la disinformazione e gli effetti che può provocare: parliamo delle fake news relative alle malattie. Il termine inglese definisce le informazioni false o comunque la contraffazione della notizia e la conseguente disinformazione. Su internet e in generale in rete, questo fenomeno si è dilatato a dismisura, grazie alla mancanza di un controllo effettivo, alla scarsa informazione degli utenti e soprattutto alla rapida diffusione. Si stima addirittura che ogni anno siano circa nove milioni gli italiani vittime di fake news e circa il doppio coloro che si affidano al web per cercare diagnosi, consigli e soluzioni ai propri mali. Eloquente anche un episodio del film commedia della Cortellesi, dal titolo “Ma cosa ci dice il cervello”, in cui una paziente si convince di essere edotta in medicina consultando il dottor internet. Uno spaccato purtroppo evidente e diffuso del nostro vivere quotidiano che spesso contribuisce a creare confusione e una informazione decisamente non corretta.
Se pensate che dopo il medico ed il farmacista, internet è considerata la fonte di informazione medica più consultata dagli italiani e che circa il 74% della popolazione è convinta che nel caso di piccole problematiche ci si possa addirittura curare da soli la situazione è chiara. Atteggiamento dei più errati. Diciamo anche che con la pandemia, la frenetica corsa all’informazione da parte di tutti, pur di trovare qualsiasi mezzo che potesse dare un suggerimento maggiore rispetto alle informazioni generali, ha accompagnato per tutto il tempo il periodo di emergenza. Secondo il rapporto del Censis durante la pandemia oltre il 99% degli italiani rincorrevano informazioni ovunque (radio, tv, stampa, social network, internet) ma il 65% degli stessi intervistati ha dichiarato di aver ricevuto soltanto sensazioni negative come paura e confusione. Di contro soltanto un italiano su quattro si è rivolto al medico di famiglia per saperne di più. Questo ha evidenziato come il web in quel particolare momento storico sia stato la principale fonte di diffusione di fake news; il mare infinito della rete è una distesa in cui il navigatore deve sapersi destreggiare e scegliere la rotta migliore. Sono le fasce più deboli che rischiano di cadere nelle trappole delle false notizie. Peraltro leggendo la falsa notizia si agevola il compito di chi l’ha postata aumentandone la visibilità e la popolarità. Come dire dopo il danno anche la beffa. Innumerevoli anche le false notizie circolate sulle cure miracolose o i trattamenti preventivi, senza dimenticare il commercio e le grandi vendite per gli integratori di vitamina C. Diciamo che le fake news sono sempre esistite in verità, ma negli ultimi anni sono decisamente lievitate creando come detto confusione e paure. Per frenare questa ondata di falsità appositamente inserite in rete, nel 2020 è stata istituita l’Unità di Monitoraggio per il Contrasto delle Fake News ma nonostante ciò non si è eliminato stress e ansie e comunque non si è contenuto il fenomeno.
Alcuni accorgimenti sono assolutamente fondamentali per contrastare questo malvezzo e questo fenomeno dannoso. Intanto verificare le fonti, controllare sempre chi pubblica la notizia e se esistono riscontri u testate giornalistiche nazionali autorevoli; oltre a fare attenzione a quei titoli sensazionalistici pensati per attirare e scatenare forti emozioni. Il web deve essere un nostro alleato ma attenzione alle insidie che spesso cela.


