In questo appuntamento oggi parleremo di un tema molto diffuso nel nostro stivale ovvero l’obesità e i metodi che si adottano per contrastare e combattere questa patologia che si può tranquillamente definire come cronica. Sappiamo che in Italia circa il 47% della popolazione adulta è in eccesso di peso con una stima pari a sei milioni di persone colpite da obesità, ovvero il 12% della popolazione adulta. E questo fenomeno tocca in modo anche significativo i più giovani. Questo tipo di problematica a volte la ritroviamo anche nello sport e nei confronti di chi pratica discipline sportive a qualsiasi livello. Per fronteggiare il pericoloso aumento del peso e della massa grassa, si ricorre a farmaci dedicati come l’orforglipron e il tirzepatide quest’ultimo usato molto in ambito sportivo. Ricorderete come già negli anni ’90 il tecnico Zeman lanciò accuse importanti sul doping nel mondo del calcio, su assunzioni di farmaci e procedure molto sofisticate che miglioravano le prestazioni eludendo i controlli dell’antidoping. Chiariamo subito che questi due prodotti non sono assolutamente considerati farmaci che rientrano nella lista dei prodotti dopanti, è bene chiarirlo in maniera netta, però possono rappresentare una sorta di doping psicologico e mentale nel contenere e ridurre il problema del peso in eccesso.

L’orforglipron è un farmaco che si assume come compressa orale quotidiana senza vincoli di acqua e se ne parla in ambito sportivo in quanto riduce drasticamente l’appetito e rallenta lo svuotamento gastrico, portando a perdite di peso corporeo notevoli superiori al 12% nelle ricerche scientifiche. Alcuni studi recenti hanno accertato che la terapia orale di questo farmaco possa aiutare a stabilizzare il peso limitando la perdita drastica della massa muscolare ovvero la massa magra. La tirzepatide invece viene valutata e utilizzata in ambiente sportivo certamente non per migliorare la prestazione ma per controllore il peso corporeo. Infatti soprattutto in alcune discipline sportive specifiche, dove viene richiesta una categoria di peso o una bassa percentuale di massa magra, questo farmaco viene spesso utilizzato per un rapido dimagrimento e una perdita significativa di massa magra (muscoli) se non adeguato ad un giusto apporto proteico.

Al momento attuale non sono classificate come sostanze vietate o nella lista dei farmaci dopanti, ma è certo che l’utilizzo da parte degli atleti è sotto stretta osservazione da parte delle autorità sanitarie. È altrettanto evidente che l’uso di questo farmaco senza una reale necessità clinica riconducibile all’obesità o al diabete, è decisamente sconsigliabile ed espone gli atleti a problematiche che potrebbero addirittura peggiorare la prestazione sportiva. Anche perché qualsiasi nutrizionista sconsiglia decisamente l’uso frequente di questo farmaco che genera nausea, vomito e riducendo drasticamente l’appetito rischia di non far assumere la giusta quantità di carboidrati e calorie per sostenere adeguatamente un apporto calorico equilibrato. Così come se non monitorata dallo staff medico la perdita di peso rapida intacca inevitabilmente anche la forza e i muscoli. Questo per dire che per migliorare la composizione corporea la strada più corretta e sana rimane la pianificazione di un piano di allenamento e una dieta personalizzata con un nutrizionista sportivo. Non ricorrere mai a farmaci se non se ne ha l’effettiva esigenza.