In questo articolo vogliamo affrontare la tematica dei soggetti affetti da celiachia e il rapporto con la disciplina sportiva. In Italia si stimano circa 600.000 persone che sono affette da celiachia, ovvero circa l’1% della popolazione di cui oltre 250.000 già diagnosticate. Purtroppo la diagnosi è in costante crescita e il nostro paese è considerato un’eccellenza per la gestione della patologia, offrendo ai pazienti un’assistenza medica accurata e specializzata.
La Celiachia è un’infiammazione cronica e autoimmune dell’intestino tenue. Ad oggi non esiste una terapia farmacologica che possa eliminare del tutto il problema. L’unico trattamento fondamentale è una dieta rigorosamente priva di glutine da seguire per sempre. I recenti studi stabiliscono che oltre 400.000 pazienti non sanno di essere affetti da celiachia, di cui il 60% sono donne con una percentuale di 2 volte superiore rispetto agli uomini. Anche in questi casi l’attività fisica rappresenta un aiuto di fondamentale importanza. In primis perché previene e riduce il fattore dell’obesità e in secondo luogo perché le persone celiache che seguono con attenzione la dieta priva di glutine, non presentano nessuna controindicazione ad effettuare sport in modo costante ed a qualsiasi livello.
Ci sono esempi di campioni in tante discipline sportive che sono affetti da questa patologia. Tanto per citarne alcuni: nel volley Federica Stufi, che recentemente ha dichiarato di non aver mai pensato di abbandonare la pallavolo; o il pugile Vincenzo Lizzi, che gestisce al meglio la dieta. L’Associazione Italiana Celiachia, nata nel 1979 su iniziativa di alcuni genitori di bambini celiaci, in collaborazione con l’Università di Genova, ha presenta qualche anno fa alcuni dati di uno studio, comparando oltre 200 alimenti senza glutine con pari campione di alimenti convenzionali con glutine. Ebbene è risultato che si equivalgono perfettamente senza sostenere che l’uno è migliore dell’altro. Oggi l’associazione si fa portavoce e si rende disponibile, nei confronti dei pazienti e delle loro istanze, in ogni contesto, anche istituzionale.
Dobbiamo affermare con fierezza che il mondo dello sport in generale ha preso piena consapevolezza dell’importanza della dieta senza glutine per atleti affetti da questa patologia. Vorrei infatti ricordare come è stata adibita, all’interno del Villaggio Olimpico durante le Olimpiadi e le Paraolimpiadi, una location per le informazioni riguardo gli alimenti da assumere senza glutine per chi ha questa patologia. Oggi non è più un tabù per lo sportivo, come poteva essere decisamente sino a qualche tempo fa. Oggi infatti la tecnologia avanzata permette di avere prodotti simili a quelli cosiddetti come pane, pasta, dolci e biscotti lasciando ampia libertà all’atleta celiaco di seguire l’alimentazione più appropriata per la sua disciplina sportiva. Insomma oggi, per fortuna, quello che qualche anno fa appariva come un grave problema è diventato una normale prassi sanitaria che non rappresenta più un impervio ostacolo.


