L’ondata di calore decisamente anomala che ha investito gran parte della nostra Penisola richiede soprattutto per gli atleti che devono allenarsi particolare attenzione e una attenta prevenzione. Sudare di più non è sinonimo di bruciare più grassi. Con le temperature elevate che stiamo vivendo e il tasso di umidità altissimo, il cuore ed il sistema di termoregolazione lavorano molti di più del normale, e anche un atleta allenato può andare incontro a disidratazione e colpi di calore.
Le temperature che hanno superato in certi casi anche i 40 gradi mettono a dura prova e a repentaglio la salute anche dell’atleta; ecco perchè porre attenzione a degli accorgimenti diventa assolutamente basilare. In questa estate torrida la prevenzione significa orari e capacità di riconoscere quando occorre fermarsi nell’allenamento. Correre alle due del pomeriggio con 38 gradi, pedalare in pieno sole ritenendo che più sudo e piu dimagrisco o giocare a tennis dopo tre ore di spiaggia a mare e sole sono le cose assolutamente meno indicate o per meglio dire vietate. In estate lo sport resta pur sempre un alleato prezioso ma il caldo torrido come è stato in questa estate modifica profondamente la risposta del nostro organismo allo sforzo.
Il Ministero della Salute ha ricordato come durante le ondate di calore anche soggetti sani e attivi possono risentire delle alte temperature e raccomanda di evitare l’attività fisica nelle fasce orarie più calde, dalle 11 alle 17. Questo non significa che non possiamo allenarci e riprendere l’attivita a settembre, significa molto piu semplicemente che allenarsi a 22 gradi è ben diverso che allenarsi a 35 gradi. Questo perchè con il caldo il cuore pompa di più, con l’esercizio i muscoli generano calore e per impedire che la temperatura corporea interna salga l’organismo aumenta il flusso di sangue e produce sudore. L’evaporazione disperde parte del calore ma una quota maggiore di sangue viene dirottata in superfice proprio mentre i muscoli chiedono ossigeno costringendo così il cuore a lavorare più intensamente. Persino le raccomandazioni scientifiche elaborate in occasione del mondiale di calcio 2026 hanno sottolineato che esercizio, caldo, umidità aumentano perdite di liquidi e elettroliti e lo sforzo cardiocircolatorio. Ecco perchè una corsa abitualmente facile può all’improvviso apparirci piu gravosa non perchè non siamo piu allenati ma perche il corpo spende piu risorse.
Bere tantissimo è un altro luogo comune errato in certi casi. La disidratazione è un rischio concreto ma bere grandi quantità di acqua in poco tempo non è una dinamica intelligente. Il fabbisogno varia in funzione della corporatura e dello sforzo profuso e non esiste una quantità uguale e perfetta per tutti.
Allenarsi al caldo dunque, può migliorare l’allenamento ma soltanto se sappiamo cosa facciamo. Gli atleti per esempio usano da tempo programmi di acclimatazione per competere in condizioni ambientali difficili. L’acclimatazione deve essere graduale,programmata e controllata. La regola fondamentale è che l’allenamento si deve adeguare al meteo e non il contrario. Il buon allenamento non è quello portato a termine ad ogni costo, ma quello da cui il corpo riesce a recuperare. Ridurre il ritmo, accorciare la distanza, inserire piu pause, cambiare l’orario sono scelte oculate di programmazione non certamente di debolezza. Perchè sport e salute sono un binomio straordinario ma soltanto se non dimentichiamo che anche il clima fa parte del nostro allenamento.


