Per diversi anni si è ritenuto che chi soffrisse di asma dovesse necessariamente respingere lo sport come se fosse un acerrimo nemico. Oggi fortunatamente abbiamo scoperto, con somma soddisfazione, che non è csì anzi tutt’altro. Proprio l’attività fisica, se ben gestita può rappresentare una parte integrante della terapia, migliorando la qualità della vita, ma soprattutto riducendo l’uso dei farmaci. Di certo lo sport migliora la qualità della vita, la funzionalità respiratoria e la tolleranza all’esercizio fisico; tutto questo può essere coniugato ad un corretto uso dei farmaci, che comunque sono necessari.

È evidente che questi siano due aspetti diversi ma assolutamente complementari. Da una parte la terapia farmacologica deve essere ottimizzata in base alle esigenze del paziente con un trattamento il migliore possibile. Dall’altra una proiezione più a lungo termine con l’allenamento aerobico regolare che migliora certamente la capacità ventilatoria riducendo anche l’infiammazione delle vie aeree. Ormai anche i clinici asseriscono, con grande convinzione, che la disciplina sportiva e l’attività fisica in generale, rappresentino il miglior trattamento non farmacologico per le persone affette da asma. Migliora la tolleranza allo sforzo, e la funzionalità respiratoria, elementi questi che migliorano il livello della nostra vita. Possiamo dire senza essere smentiti che lo sport faccia bene all’asmatico ma deve essere assolutamente e pur sempre condiviso con il proprio medico.

C’è da fare un importante distinguo perché ovviamente, non tutte le discipline possono essere intraprese da una persona affetta da crisi asmatiche. Secondo alcuni studiosi è preferibile indirizzarsi su discipline con una valenza respiratoria spiccata: una prolungata camminata, il ciclismo, il nuoto, la ginnastica dolce o esercizi di respiro come lo yoga. Sono invece decisamente sconsigliate discipline ritenute estreme per il rischio legato eventuali attacchi improvvisi ed anche il bodybuilding viene ritenuto sconsigliabile. Ci sono grandi illustri campioni che convivono con l’asma ma che non hanno limitato la loro carriera e i loro successi nella vita sportiva, come David Beckham nel calcio e Federica Pellegrini nel nuoto.

Il primo illustre esempio di grande atleta affetto da crisi asmatiche è stato storicamente Mark Spitz che vinse sette medaglie d’oro alle Olimpiadi di Monaco negli anni ’70. Spitz ha rappresentato senza dubbio il testimonial di come si possa combattere l’asma con lo sport ad altissimi livelli, decidendo di confessare al mondo intero come si possa diventare campioni pur essendo affetti dalla patologia asmatica. È chiaro che può sembrare evidente nell’immaginario collettivo che soltanto il nuoto e gli sport acquatici siano le uniche discipline idonee. Non è proprio così anche se tali discipline possono essere sicuramente e più indicate. Per esempio, Giorgio Di Centa che nello sci di fondo ha costellato una grande carriera di successi pur essendo affetto da asma. L’unica accortezza negli sport invernali è quella di non inalare direttamente con la bocca l’aria fredda; senza dimenticare Salvatore Antibo grande fondista italiano che pur essendo allergico al polline ha scritto pagine memorabili della nostra atletica.