Negli ultimi dieci anni l’Unione europea ha sviluppato un programma di iniziative legislative molto consistenti, in termini di numero e contenuti, riferite chiaramente all’attuazione dell’Agenda 2030 dell’Onu per lo sviluppo sostenibile. In Italia, l’attuazione delle politiche europee ha avuto nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) un motore evidente, grazie al quale sono stati realizzati investimenti significativi per la transizione ecologica e digitale, l’inclusione sociale ed il rafforzamento della competitività, affiancati da riforme strumentali volte anche al raggiungimento di alcuni dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs).
Fin dal 2016 i Governi italiani hanno attentamente monitorato e valutato le politiche pubbliche in termini di impatto sugli obiettivi (SDGs), sia a livello nazionale che territoriale. Più recentemente, per valutare l’impatto del Pnrr sulla condizione dell’Italia e dei suoi territori rispetto agli SDGs e ai suoi target specifici, compresi quelli inclusi nella Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile approvata dal Governo italiano nel 2023, sono stati sviluppati modelli di analisi originali, in grado di mostrare come l’attuazione dei singoli progetti possa consentire di avvicinare il nostro Paese agli obiettivi internazionali.
Tali strumenti di analisi possono essere impiegati dalle istituzioni nazionali e territoriali anche per programmare le politiche future per cercare di colmare i gap esistenti ed accelerare così il cammino dell’Italia verso il conseguimento degli obietti nel 2030. Occorre dunque applicare un nuovo modo di disegnare e valutare le politiche pubbliche, anche in vista dell’approvazione del bilancio europeo per il periodo 2028-2035. La riclassificazione degli investimenti previsti dal PNRR e dai fondi aggiuntivi, considerati rispetto ai 17 obietti dell’Agenda 2030, evidenzia un’accentuata eterogeneità. Le quote maggiori di investimenti PNRR sono relative all’energia (SDG7), con circa il 25% dei fondi mobilitati (circa 28 miliardi di euro), all’innovazione, alle infrastrutture e al sistema produttivo (SDG9), con il 20% dei fondi (22 miliardi) e alle città sostenibili (SDG11), obiettivo per il quale è stato destinato il 14% del totale (15,5 miliardi). Rilevanti sono anche gli investimenti dedicati alla salute (SDG3) e all’istruzione (SDG4), che assorbono ciascuno circa l’11% dei fondi previsti.
Trascurabili o completamente assenti appaiono le spese direttamente orientate agli SDG2 (Alimentazione), SDG5 (Parità di genere), SDG10 (Disuguaglianze), SDG14 (Vita sott’acqua), SDG15 (Vita sulla terra) e SDG17 (Partnership per gli obiettivi). Importanti sono anche gli investimenti che originano dalle altre forme di finanziamento considerate, i quali si sommano a quelli previsti dal PNRR. Anche in questo caso gli obiettivi con maggiore peso sono quelli relativi all’innovazione, alle infrastrutture e al sistema produttivo (SDG9), all’energia (SDG7) e alle città sostenibili (SDG11), con valori rispettivamente pari a 13, 7,5 e 6,8 miliardi di euro.


