Tiroide

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CHIRURGIA DELLA TIROIDE
Nel nostro centro specialistico eseguiamo un numero significativo di questo tipo di interventi in collaborazione con l’unità operativa di medicina che si occupa di eseguire ago aspirati tiroidei sotto guida ecografica e fornirci quindi numerosissime indicazioni ad intervento chirurgico oltre ad occuparsi del percorso terapeutico post-operatorio dei pazienti tiroidectomizzati.

 

Indicazioni ad un intervento chirurgico sulla tiroide

Le indicazioni ad un intervento sulla tiroide sono:

  • Tumori (benigni e maligni).
  • Struma (gozzo) in accrescimento o che determini disturbi dovuti alla compressione degli organi vicini: senso di soffocamento o di ingombro alla base del collo, difficoltà a respirare soprattutto nella posizione sdraiata, difficoltà a deglutire, abbassamento del tono di voce.
  • Ipertiroidismo, cioè l’eccessiva produzione di ormoni tiroideì, quando non può essere curato efficacemente con la terapia medica.

 

In che cosa consiste l’ intervento?
Gli interventi sulla tiroide si chiamano tiroidectomie e possono essere eseguite o con chirurgia tradizionale oppure con tecniche mini invasive, di recente introduzione. Gli interventi vengono effettuati in anestesia generale e consistono nell’asportazione completa (tiroidectomia totale) o parziale (lobo-istmectomia) della ghiandola.

 

La tiroidectomia totale.
La tecnica chirurgica prevede una incisione cutanea alla base del collo in sede anteriore, generalmente praticata due dita sopra la fossetta del giugulo (“cervicotomia a collare secondo Kocher”). Si procede quindi alla preparazione e alla sospensione del lembo muscolocutaneo superiore per via smussa sul platisma, alla sezione del rafe mediano, divaricazione dei muscoli pre-tiroidei, esposizione e dissezione extracapsulare della tiroide con interruzione dei peduncoli vascolari (che possono venire sezionati tra legature o clips metalliche, o coagulati con apparecchi emostatici) e preservazione della ghiandole paratiroidi (generalmente due per lato) e dei nervi laringei inferiori o ricorrenti (uno per lato). L’intervento si conclude con la ricostruzione del piano muscolare (muscolo sternoioideo e sternotiroideo) e con la sutura del muscolo platisma unitamente al piano sottocutaneo, e della cute. A seconda dei casi vengono posizionati uno o due drenaggi talora in aspirazione, lateralmente o inferiormente alla ferita, per facilitare l’accollamento dei piani e per rimuovere eventuali secrezioni sierose ed ematiche nelle logge.

La tiroidectomia video-assistita mininvasiva (MIVAT) è un’evoluzione della chirurgia endoscopica in cui si impiegano endoscopi e video endoscopi.
La chirurgia endoscopica prevede l’impiego di una microcamera inserita nel collo o sotto il braccio.
La chirurgia robotica endoscopica è l’evoluzione più recente della chirurgia tiroidea. L’impiego dei robot fornisce al chirurgo un’immagine ingrandita tridimensionale dell’area su cui opera.
A prescindere dal metodo chirurgico applicato, l’irrorazione sanguigna della ghiandola viene interrotta. Il chirurgo quindi separa la trachea dalla tiroide ed asporta la tiroide in modo parziale o completo.

Durante l’operazione, il chirurgo provvederà a individuare ed evitare di danneggiare i nervi della laringe che si trovano giusto dietro la tiroide. Lesionarli può compromettere gravemente la capacità di parlare, deglutire o respirare. Il chirurgo provvederà anche a individuare e preservare le quattro piccole ghiandole paratiroidee, collocate nei pressi della tiroide, che producono un ormone chiamato paratormone (PTH), che controlla i livelli di calcio nel sangue.

Rischi e benefici. Il beneficio principale della chirurgia della tiroide è che dovrebbe alleviare alcuni o tutti i sintomi delle disfunzioni tiroidee. I benefici principali dell’approccio mininvasivo consistono nel diminuire i dolori postoperatori e velocizzare il recupero. Inoltre, la cicatrice che rimane è molto più piccola (in genere <2 cm) rispetto a quella che lascia il metodo tradizionale (Fig. 7). E’ meno garantita tuttavia la radicalità chirurgica del 100%, a differenza della tiroidectomia tradizionale con incisione sovra giugulare, che permette di avere sotto controllo tutto il campo operatorio.

Complicanze post-operatorie. La tiroide è in stretto rapporto con i nervi laringei che regolano il funzionamento delle corde vocali. Inoltre, sulla sua superficie posteriore si trovano le paratiroidi, che ricevono il sangue dagli stessi vasi che nutrono la tiroide. Per queste caratteristiche anatomiche gli interventi sulla tiroide talvolta possono portare alle seguenti conseguenze:

Ipocalcemia da alterato funzionamento delle paratiroidi. Nel 10-20% dei pazienti si verifica una temporanea inattività delle paratiroidi, che normalmente regredisce spontaneamente. Altre volte è necessario assumere una terapia con calcio e derivati della vitamina D. Rara è la perdita definitiva della funzione.

Disfonia. E’ dovuta ad alterata funzione dei nervi laringei che comandano il movimento delle corde vocali. I nervi laringei (superiore ed inferiore, destro e sinistro) si trovano in stretto contatto con la tiroide. Come tutti i nervi sono estremamente sensibili a piccoli traumi, stiramenti e infiammazioni che sono una normale conseguenza degli interventi chirurgici. In seguito agli interventi di tiroidectomia parziale o totale circa il 3-5% dei pazienti riferisce calo del tono della voce che diventa anche più rauca.

Sanguinamento post-operatorio. Nell’1-2% dei casi si può registrare un sanguinamento post-operatorio in relazione alla particolare rete vascolare della ghiandola.

 

Quali possono essere le conseguenze di un intervento sulla tiroide?
La degenza è di pochi giorni. Già il giorno successivo all’intervento non è necessaria alcuna terapia e il dolore postoperatorio è modesto e generalmente ben tollerato. La cicatrice è poco visibile. Una eventuale terapia con ormoni tiroidei, se necessaria, viene iniziata subito dopo l’intervento, in modo da evitare l’ipotiroidismo. Circa una settimana dopo la dimissione vengono rimossi i punti e la ferita può restare scoperta. La regione anteriore della base del collo, sede dell’intervento, rimane leggermente gonfia per alcune settimane per poi ritornare normale senza bisogno di alcuna cura. Dopo l’intervento di tiroidectomia totale è necessaria l’assunzione di ormoni tiroidei per tutta la vita.

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